LUIGI BOMBARDIERI una vita per l’alpinismo
Testi di Stefano Tirinzoni, Guido Combi, Giuseppe “Popi” Miotti, Ivan Fassin, Mario Pelosi, Luigi Livieri, tipografia Bettini, Sondrio, Aprile 2007.

La pubblicazione “Luigi Bombardieri, una vita per l’alpinismo”, curata da Guido Combi, ricorda la figura di Gino Bombardieri, ne tratteggia la vita e l’azione, riporta alcuni suoi scritti, descrive la attività della Fondazione nei cinquant’anni trascorsi e registra gli atti costitutivi della Fondazione a partire dai testamenti del fondatore.I vari capitoli dell’opera sono frutto del lavoro di Guido Combi ( La vita, Il pilota Secondo Pagano, La Scuola di alpinismo e scialpinismo Luigi Bombardieri, Testimonianze di Celso Ortelli, Remo Bordoni e Mario Pelosi), di Giuseppe “ Popi” Miotti ( La piccola rivoluzione dell’arpione Roseg), di Ivan Fassin ( L’azione di Luigi Bombardieri per i rifugi, L’incidente aereo, la risonanza emotiva, le prime commemorazioni), di Stefano Tirinzoni ( Prefazione, Storia e attività della Fondazione Luigi Bombardieri); arricchiscono la pubblicazione un testo di Luigi Livieri in memoria di Luigi Bombardieri, tre testi del Bombardieri (una poesia, il resoconto della salita alla Forcola d’Argent e la Capanna Marinelli) ed un vasto apparato iconografico fatto di fotografie ed immagini d’epoca.

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L’immaginario alpino-esplorazioni nella letteratura d’ambiente montano”.
Atti del Convegno sulla letteratura alpina, testi di Stefano Tirinzoni, Ivan Fassin, Luigi Zanzi, Giuseppe Langella, tipografia Bettini, Sondrio, 2003.

Il testo su “L’immaginario alpino” raccoglie le relazioni dell’omonimo convegno; nella presentazione il Presidente Stefano Tirinzoni sottolinea come in questa fase storica di transizione, in cui sembra che l’informatica e la comunicazione on-line stiano prendendo il sopravvento, rimanga sempre attuale e valida la forma di comunicazione affidata alla carta stampata;indagare il particolare aspetto dell’ ”immaginario alpino” non deve essere visto come un esercizio di pura speculazione che non trova fondamento nella realtà. L’immagine della montagna che ognuno di noi è andato costruendo nella propria mente è invece molto importante anche nel nostro concreto confronto con la frequentazione delle terre alte e con le aspettative che riponiamo nel vivere l’esperienza e l’emozione che il percorrere e l’ascendere le Alpi ci procurano.
Il Professor Ivan Fassin, consigliere della Fondazione, tratteggia le finalità dell’iniziativa con riferimenti sociologici alle presenti trasformazioni, che vedono gli ultimi abitanti indigeni, rappresentanti di una società in riduzione o sparizione, mescolati e confusi con nuovi gruppi portatori di modelli dell’abitare e di nuove attività, connessi alla modernizzazione della montagna.
Allegati:
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Le architetture dell’anima -La montagna nell’arte
Pietro Paci, tipografia Bettini, Sondrio, 2002.

Nell’anno internazionale delle montagne la Fondazione Luigi Bombardieri si era riproposta di dare un contributo al patrimonio della letteratura di montagna; scrivere e raccontare di montagna e di alpinismo è ancora un buon modo per riflettere e far riflettere sul significato culturale di una pratica che è ben di più di un semplice sport e di un fatto di muscoli e di tecniche.In questa allettante prospettiva si è andata a collocare l’iniziativa di pubblicare, raccolti in un unico volume, i saggi che Pietro Paci ha scritto con cadenza pressoché annuale per l’annuario della Sezione Valtellinese.
Il testo di Pietro Paci “Le architetture dell’anima -La montagna nell’arte”, presentato con uno scritto di Grytzco Mascioni, ha riscosso un particolare successo editoriale per la varietà dei temi trattati e per l’originalità della cifra letteraria; l’autore nel suo libro, corredato da immagini e riproduzioni di buon livello, spazia nel mondo degli artisti, dei musicisti e dei letterati e del loro confrontarsi con le alpi, con la montagna, con l’ascensione.“.
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L’incontro
Film scritto e diretto da Vittorio Moroni, su ideazione di Stefano Tirinzoni, Produzione Altamarea Film, durata 52 minuti, 2000, con Cristina Magri, Ugo Fiorelli, Gian Luca Maspes.

La Fondazione Bombardieri ha avviato nel 2000 un programma di produzione di una serie di audiovisivi finalizzati a promuovere un avvicinamento dei giovani alla montagna ed all’alpinismo; rivolgersi ai giovani si sa oggi é difficile soprattutto se si propongono temi dimenticati dai media e spesso della stessa scuola.Per parlare loro del significato del percorrere l’ambiente delle terre alte, del confrontarsi con i problemi e le tecniche per ascenderle, del penetrare un paesaggio ricco di testimonianze e di incomparabili incontri con le forme più complesse della natura, si è deciso di ricorrere ai modi del comunicare ai quali i giovani sono avvezzi.
Il ricorso alla “fiction”, cioè ad un filmato, che entro il racconto di una storia vissuta e recitata nasconde un messaggio, é apparso il mezzo più diretto e convincente.
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