Vittorio Sella in Valtellina
Mario Pelosi, P. Racanicchi, tipografia Bettini, Sondrio,1992.

Nel febbraio 1989, per la cura di Mario Pelosi, si è tenuta la mostra delle fotografie di Vittorio Sella; sono state esposte 71 fotografie, delle quali 22 di montagne non valtellinesi (Gruppo del Monte Rosa, Gruppo del-l’Adamello, Caucaso, Africa equatoriale, Karakorum, K2); l’iniziativa si è svolta in collaborazione con l’Istituto di fotografia alpina “Vittorio Sella” di Biella e con la Banca Popolare di Sondrio; alla inaugurazione ha presenziato una rappresentanza della Famiglia Sella presieduta da Ludovico Sella.Le fotografie di Vittorio Sella compongono il primo organico insieme di vedute delle nostre montagne, così come si presentavano sul finire dell’800, nel momento della fondazione del Club Alpino Italiano. Vittorio Sella appare come grande pioniere della scienza e della tecnica fotografica ed al tempo stesso come artista della paesaggistica alpina; le sue immagini trascendono il momento della pura testimonianza visuale, per concretarsi in vere e proprie composizioni nelle quali domina la ricerca di un equilibrio fra le masse ed i cromatismi dei caratteri del paesaggio delle Alte Alpi.
Nelle sue foto si possono leggere le trasformazioni che il paesaggio delle Alpi Centrali ha subito nell’ultimo secolo; da un lato si continua a riconoscere, con senso di sicurezza, l’immutare della scultura geografica del territorio dei gruppi montuosi del Disgrazia, del Bernina, e dell’Ortles Cevedale; di contro non si può non stupirsi nel notare la vastità delle mutazioni dei caratteri degli stesi paesaggi: i ghiacciai con i loro sorprendenti ritiri, l’inesorabile lento processo di disgregazione delle creste, la vegetazione arborea allora quasi assente, i segni sempre più evidenti della presenza dell’uomo, con le sue attività, le sue “conquiste” anche alpinistiche.
Le lastre originali sono state acquistate dalla Fondazione Sella ed ora sono parte del patrimonio della Fondazione; si è pubblicato il Catalogo nel febbraio 1989, con ristampa nel giugno 1992.
La mostra dopo la prima esposizione in Sondrio è stata esposta in molte località della Provincia (Valfurva, Ponte in Valtellina, Livigno, Bormio, Lanzada) ed a Milano.

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